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lunedì 6 maggio 2013

Come avere il PC VELOCE

Questo è un compatto ma completo manuale che guida, passo passo, con semplicità, ordine e metodologia, a tutte le operazioni necessarie per ottenere le massime prestazioni dal proprio computer.

Sono indicati i metodi di ottimizzazione ed il software, necessario (come scaricare i programmi i e come utilizzarli). 
 
Manuale computer veloce e gratis
Data la chiarezza e la semplicità d’esposizione, si rivolge agli utenti poco esperti che apprezzeranno l’immediatezza delle cose senza pericolo di perdersi in estenuanti disquisizioni tecnico-specialistiche. 

Ma questo manuale si rivolge pure agli utenti esperti e smaliziati che l’apprezzeranno, oltre che per la linearità del metodo, anche per l’intento della formazione di una mentalità ordinata e metodica. 

Infatti, solitamente, proprio gli utenti più esperti sono pure i più disordinati utilizzatori del computer.
Per avere un computer efficiente e veloce, spesso, bisognerebbe cambiare un pochino la nostra mentalità. Molti, per non spendere qualche minuto di volta in volta, si ritrovano, prima o poi, a perdere un mare di tempo per trovare qualcosa che non ricordano più dove l’hanno conservata. Allora il motto è: spendiamo poco tempo con costanza e metodo subito, per andare veloci in seguito.
Computer veloce con software free 
Due sono le cose principali da fare: tenere ordinato il computer ed effettuare la manutenzione periodica dello stesso. 

State attenti, sono cose molto più importanti di quanto non si possa immaginare a prima vista. Queste due cose le faremo in maniera semplice, organica ed ordinata, basterà seguire, tutte le sette fasi che troviamo sotto.

 Iniziate dalla "1" e proseguite, con ordine, fino alla "7" una fase al giorno per "7" giorni, possiamo sintetizzare "Seven?"

Tutto il software che consiglierò e che impareremo ad usare, sarà del tipo libero e/o gratuito. 

Infatti, capita sovente che il software libero sia superiore a quello commerciale.

Le Video Guide sono tratte dal sito  http://www.istitutomajorana.it/
 
                                                 Ordiniamo il Desktop di Windows

 FASE 1: ORDINIAMO IL DESKTOP
    
   Conosco una persona laureata in informatica che ha tantissimo materiale nel proprio computer, però quando gli serve qualcosa, chiama sempre me per averla inviata o la cerca in internet (pensate quale perdita di tempo). Questo perché si spaventa a cercala nella tremenda confusione del suo computer. Immaginate un appartamento dove abbiamo messo tutti gli oggetti in una stanza ammucchiati alla rinfusa. Avremo un cumulo enorme di cose in piena confusione: penne, stoviglie, biancheria, posate, abiti, giocattoli e quant’altro. Sapreste trovarmi una matita o l’ultima bolletta del telefono pagata? Sicuramente sarebbe nel mucchio, ma quanto tempo occorrerebbe per trovarla? Non parliamo poi delle imprecazioni (per dirla pulita). Spesso il desktop (o la cartella “documenti”) viene usato come la stanza dell’esempio di prima. Ogni programma istallato, ogni documento elaborato, ogni casa scaricata da internet viene buttata li, nel mucchio. Ho visto computers che, solo a guardare il desktop, facevano  venire il mal di testa: centinaia di icone messe alla rinfusa e nel caos totale. Il desktop è la nostra scrivania, non riempiamola di scartoffie. Una scrivania deve essere mantenuta pulita, solo pochi oggetti di corredo, fissi ed utili. Il mio desktop ha solo l’icona del cestino e qualche volta una o due icone di programmi che sto, in quel  momento, provando. Impariamo allora ad organizzarci, ecco alcuni suggerimenti, fateli vostri ed abituatevi. Dopo farete tutto automaticamente e non tornerete più indietro, all’età del caos.
1 – Ripuliamo completamente il desktop, esso dovrà contenere il cestino, al massimo pochissime altre icone di programmi usati frequentemente. Io vi consiglio di lasciare solo il cestino. Vi suggerirò un metodo per avere tutto a portata di mano e ben ordinato. Basta realizzare una barra a scomparsa al margine alto del desktop. Il procedimento è semplice.
a - Ripuliamo il desktop di tutto il materiale che sistemeremo in modo adeguato dentro le nostre cartelle d’archiviazione.
b - Portiamo sul desktop i collegamenti a programmi o cartelle o files che ci interessano particolarmente (vedi sotto, video guida - parte 1).
c – Creiamo una nuova cartella sul desktop, mettiamo dentro i nostri collegamenti e trasciniamola fino al bordo superiore del desktop. Si creerà una barra con tutto quello che avevamo messo nella cartella del desktop (vedi sotto, video guida - parte 2).
d – Configuriamo la nostra barra ordinando la posizione delle icone, aggiungiamo il disco “C:/” ed i Programmi (fare clic col destro su una zona vuota della barra e scegliere “Barre degli strumenti”, quindi “Nuova barra degli strumenti…” e ciccare sul disco  “C:/”  od altro che interessa. Attenzione la cartella con i programmi istallati la troverete in:

C:\Documents and Settings\All Users\Menu Avvio\Programmi

 (vedi sotto, video guida - parte 3 e 4)

 Per meglio fare capire quanto detto sopra, guarda le video guide e capirai meglio come realizzare la barra a scomparsa, quanto la stessa potrebbe esserti d’aiuto per lavorare bene col tuo computer ed ancora, scoprirai altri trucchetti . Se hai un collegamento lento dovrai avere un poco di pazienza nel caricare le guide, ma ne vale la pena. Di seguito trovi i link alla guida in quattro parti. 

VIDEO GUIDA - ORDINIAMO IL DESKTOP 

-   parte 1 – Creiamo i collegamenti
-   parte 2 – Creiamo la barra
-   parte 3 – Configuriamo la barra
-  parte 4 – File e cartelle nascoste


 Le Video Guide sono tratte dal sito  http://www.istitutomajorana.it/




martedì 3 luglio 2012

Installare programmi – I repository

Ubuntu appena installato ha tanti programmi installati ma non tutti quelli di cui potremmo aver bisogno. Ci sono tantissimi programmi, giochi o semplicemente librerie da installare, ci sono programmi di grafica, per la musica, per modificare testi, per programmare, più di uno per ogni esigenza.

Ubuntu è una distribuzione basata su pacchetti e tutti questi pacchetti sono raccolti in alcuni contenitori chiamati repository: CD, siti, cartelle sul file system costituiscono lo spazio dove sono ospitati i pacchetti.

I repository evitano la necessità di andare a pescare il software da mille siti differenti e costituiscono una semplicità per l’utente e una comodità sia per installare che per aggiornare i programmi. Tenere il sistema sempre aggiornato è il primo passo per avere un computer protetto e i repository consentono di aggiornare anche i programmi installati e non solo i componenti del sistema.

Gli sviluppatori o alcuni impacchettatori si creano i loro repository per consentire agli utenti di avere certi pacchetti non presenti o più aggiornati rispetto i repository ufficiali. 

Ubuntu chiama questi repository come sorgenti software.

E’ possibile aggiungere e togliere sorgenti software tramite il menu Applicazioni, Strumenti di Sistema, Preferenze, Sorgeti Software.




Sarà richiesta la conferma con la password del proprio utente, trattandosi di un’attività che influenza l’intero sistema. Immetterla quando richiesto.

 Ubuntu possiede 4 repository ufficiali attivabili o disattivabili dalla scheda Software per Ubuntu:
 


 Software open source supportato da Canonical (main) contiene le parti principali del sistema operativo ed è tutto quanto ufficialmente supportato





Software open source mantenuto dalla comunità (universe) contiene la maggior parte del software, si tratta di tutti i programmi non ufficiali, inviati dagli autori per la distribuzione nei repository ufficiali. Canonical tuttavia non fornisce alcun tipo di supporto per questi software

 Driver proprietari per i dispositivi (restricted) contiene unicamente drivers sviluppati da terze parti, non open source ma utilizzabili per Ubuntu

Software con restrizioni per copyright o motivi legali (multiverse) contengono programmi proprietari, non open source o coperti da brevetti.

In questi 4 repository si trovano migliaia di pacchetti pronti da scaricare in molte maniere, i più semplici dal software center o da synaptic; tutti quanti testati su Ubuntu, generalmente tutto quel che serve ed è conosciuto come funzionante su Ubuntu si trova in questi quattro.

E’ possibile attivare anche i medesimi repository per i pacchetti con sorgenti, ovvero da modificare o ricompilare da noi stessi. 





Tutti gli altri pacchetti invece sono binari, ovvero già compilati, semplicemente da installare.

Ciascuno di questi repository può essere scelto da uno dei numerosi server mirror messi a disposizione,



 se notiamo un’estrema lentezza nello scaricamento è possibile scegliere un sito differente dalla casella Scaricare da. Scegliendo Altro… sarà mostrato l’elenco dei server e sarà possibile scegliere o preferire la determinazione automatica in base al più veloce per la nostra connessione.




Mediante la seconda scheda Altro Software è possibile aggiungere e togliere repository aggiuntivi oltre ai 4 ufficiali, generalmente preparati dai programmatori di un determinato pacchetto o da qualche volontario che li impacchetta. Tutti i repository di terze parti non sono ufficiali e potrebbero contenere software non funzionante, che crea problemi al sistema e persino infetto, quindi attenzione a cosa si decide di installare.




Cliccando Aggiungi sarà aperta una finestra che consente l’immissione di una riga apt, una sorgente software, generalmente fornita dal sito che si decide di aggiungere. Non basta un percorso generico http://nomesito ma ha una forma ben precisa, mostrata in un esempio nella finestra stessa.



La terza scheda Aggiornamenti determina il comportamento del sistema di controllo degli aggiornamenti, da quali repository cercarli, ogni quanto tempo cercali (ogni giorno, ogni due giorni, ogni settimana, ogni due settimane) e cosa fare quando vengono rilevati (installarli senza conferma, scaricarli ma non installarli, notificarlo solamente senza installarli).



La quarta scheda Autenticazione mostra e consente l’inserimento e l’eliminazione delle chiavi di autenticazione ai repository. Alcuni siti infatti potrebbero aver bisogno di una chiave per l’utilizzo oppure al momento dell’installazione i pacchetti senza una firma potrebbero mostrare un avviso di sicurezza. Le firme scaricate possono essere importate da qui.




Alla chiusura della finestra, se sono state apportate modifiche alle scelte effettuate, sarà richiesto di scaricare l’elenco dei pacchetti presenti sui repository scelti e verranno eliminate le liste di quelli deselezionati. Senza ricaricare le liste, i programmi di gestione dei pacchetti continueranno a vedere le liste vecchie e non potranno utilizzare i pacchetti contenuti nei repository indicati. Si raccomanda di premere il pulsante Ricarica.

Le informazioni sul software disponibile non sono aggiornate Scaricamento delle informazioni sui pacchetti

In tal caso verranno scaricate tutte le liste e analizzate per determinare la presenza di nuovi pacchetti e di aggiornamenti di quelli già presenti.

Quest’ultima fase può essere effettuata anche in un secondo tempo da terminale utilizzando il comando:
 
sudo apt-get update



Saranno mostrati anche in questo caso le liste dei pacchetti scaricati. Quelle che mostrano Get indicano che sono state scaricate, quelle con Ign (Ignored) sono state ignorate in quanto uguali a quelle già scaricate in precedenza.
Le liste dei pacchetti da scaricare può essere modificata sia dalla scheda Altro Software vista in precedenza sia modificando il file /etc/apt/sources.list tramite root, ad esempio col comando:
 
gksudo gedit /etc/apt/sources.list

Al termine della modifica ricaricare le liste dai rispettivi siti come visto in precedenza.

Sia Synaptic, sia  software center sia apt-get attingono ai repository qui indicati, sono la base da cui questi programmi attingeranno il software da scaricare.